Metti una sera sul roof deck…
…guardi la Luna, ispiratrice da sempre di riflessioni, ed anche una città violenta e contraddittoria come Baltimora sembra diversa. Le Luci della Notte, lo stadio degli Orioles e dell’M&T bank. I fari delle macchine compongono uno “stream” lento e sinuoso, quasi un fiume di lamiera e luce. Mi occhieggiano i lampeggianti della torre della centrale termoelettrica. Con un gradiente prugna dallo skyline verso il blu profondo del cielo la Luna si staglia, quasi fosse stata appiccicata lì per lì. Mi pare perplessa. Come se anche lei si chiedesse che ci fa qui, sopra una notte a Baltimora.
Eppure la Luna è sopra tutto e sopra ogni cielo e facile a vedersi. Sovrasta tutte le notti. Ogni notte. Ed ogni uomo è sotto di lei. Guarda ogni città, isola, nazione, niente sfugge alla sua dominazione notturna. Non guarda, forse, ha imparato nei secoli a farsi ammirare, come una sensuale e distaccata donna che, consapevole di sé, sa turbare con un movimento, non guarda ma sa di suscitare uno sguardo. E continua con il proprio corso.
Abbiamo domande, da sempre, nel guardarla e forse fa da specchio a noi e nel chiederle ci chiediamo e nel sentire la risposta di sicuro udiamo quel che noi non ammetteremmo mai.
A torto messa nella notte, questa splendida e seducente creatura ha la brillantezza del Sole, eppure hanno chiamato la sua luce “livida”, “fredda”, e la sua pelle “desolata” e paragonata al deserto che definiamo “lunare”.
Così splendida e viva, così delicata e protesa all’ascolto, tanta grazia fu di sicuro messa per rendere meno buia la notte.